Description
Di fronte alla situazione odierna, in cui l’esercizio della sessualità prematrimoniale sembra un fatto scontato e ovvio, l’articolo esamina dapprima il problema della formazione di una coscienza «retta» e quello della coscienza «invincibilmente erronea» che afferma: «Se ci amiamo, che male c’è?». Viene poi analizzato il significato antropologico dell’atto sessuale, mostrando come la sua piena verità è di essere segno della donazione totale e reciproca di due persone. L’amore sponsale non è un atto privato, ma richiede di per sé una forma di socializzazione che si realizza nell’istituzione del matrimonio, come riconoscimento di uno status sociale. Nella visione di fede il matrimonio diventa una vocazione a essere segno sacramentale dell’amore con cui Dio ama l’umanità. Educare i fidanzati a mettere la sessualità al servizio dell’amore è la sfida che oggi bisogna affrontare in un contesto culturale che separa sempre più la sessualità dal matrimonio e dalla sua finalità procreativa.






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