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SOMMARIO
Esegesi
Paolo Mascilongo
AT 13,1–15,35: PAOLO, L’APERTURA
AI PAGANI E L’ASSEMBLEA DI GERUSALEMME 3
Lorenzo Rossi
IL VANGELO DI PAOLO, RESPINTO DAI GIUDEI,
CONQUISTA I PAGANI (AT 13,13-52) 8
Francesco Filannino
LA CORSA DELLA PAROLA IN ASIA MINORE
CONFERMATA DA SEGNI E PRODIGI 13
Fabrizio Marcello
PER FARE SPAZIO ALLE GENTI:
IL CONCILIO DI GERUSALEMME (AT 15) 18
Approfondimenti
Marco Vitelli
LE CITTÀ DEL CRISTIANESIMO ANTICO.
ÈFESO 24
Carlo Broccardo
I PERSONAGGI DI ATTI.
PROSÈLITI E TIMORATI DI DIO.
UN MONDO DI PERSONE IN RICERCA 29
Matteo Crimella
ATTI E MONDO CLASSICO. I RACCONTI
DI MIRACOLO E GLI ESORCISMI NELLA
LETTERATURA CLASSICA (POPOLARE) GRECA 34
Rafael Luciani
QUESTIONI TEOLOGICHE. SINODALITÀ
E MISSIONE: SPUNTI E PROSPETTIVE 39
Rubriche
BIBBIA E SCUOLA di Gian Paolo Bortone
Dissing e Atti degli apostoli 44
LAVORO ED ECONOMIA di Alberto Tampieri
«Siamo servi inutili» (Lc 17,10). Vecchie e nuove schiavitù 48
PELLEGRINAGGI di Mirko Montaguti
Il viaggio santo verso Roma 51
APOSTOLATO BIBLICO di Carmelo Pellegrino
La teologia del giubileo nell’Antico Testamento 54
VETRINA BIBLICA 55
ARTE di Marcello Panzanini
La pace dopo la tempesta.
I santi Pietro e Paolo di El Greco 59
EDITORIALE
Nella sezione di At 13–15 il tema degli incontri (e degli scontri) è centrale, oltre a due aspetti già affiorati nei capitoli precedenti, ossia la crescente evangelizzazione delle nazioni (sin da quando l’azione si è spostata da Gerusalemme ad Antiòchia) e l’emergere di Paolo, che sembra raccogliere il testimone da Pietro e diventa il simbolo dell’apertura ai gentili nel cosiddetto “primo viaggio missionario”, raccontato negli episodi oggetto del presente fascicolo. Nel contributo iniziale Paolo Mascilongo ci offre una panoramica della sezione e dei suoi personaggi: Bàrnaba e Saulo ricevono, tramite la voce dello Spirito e l’imposizione delle mani da parte della comunità di Antiòchia, l’incarico di partire. Il resoconto del viaggio è verosimile, anche se solo di rado Luca fornisce delle indicazioni temporali. Apparentemente si tratta di un viaggio di successo, benché non manchino le difficoltà: alla gioia di chi accoglie l’annuncio si contrappone l’ostilità di chi vorrebbe limitare ai soli Giudei l’appartenenza alla comunità. Il primo grande discorso di Paolo è riportato in At 13: ad Antiòchia di Pisìdia, come un abile comunicatore, egli combina l’oratoria ellenistico- romana con l’esegesi giudaica, coinvolgendo ascoltatori giudei e pagani: il Crocifisso- Risorto è il compimento delle promesse fatte ai padri e l’annuncio ai gentili è iscritto nel disegno di Dio (Lorenzo Rossi). Anche se i Giudei estromettono Paolo e Bàrnaba dalla città, la corsa della Parola non si arresta e, accompagnata da «segni e prodigi», si diffonde in Asia minore, dapprima nelle sinagoghe raggiungendo Giudei e non, forse prosèliti e «timorati di Dio» (Francesco Filannino). Con questi due termini si fa riferimento a quanti, pur non appartenendo al popolo di Israele, in qualche modo si sentivano attratti dalla religiosità giudaica, con livelli diversi di affiliazione. È anche tra di loro che alcuni accolgono il vangelo e ricevono il battesimo, diventando poi a loro volta soggetti attivi nelle prime comunità (Carlo Broccardo). L’endiadi «segni e prodigi» è un leitmotiv ricorrente in Atti: l’annuncio del vangelo è confermato da gesti che esprimono la potenza del Risorto. Anche nella letteratura classica non mancano racconti di fenomeni stupefacenti, attribuiti a potenze soprannaturali. Oltre alle analogie tra i racconti dei miracoli del Nuovo Testamento (e di Atti in particolare) e i testi ellenistici, Matteo Crimella sottolinea una differenza fondamentale: la fede in Cristo. Al termine del primo viaggio, nel cap. 15, Luca racconta la fatica manifestata dalla comunità gerosolimitana ad accogliere i fedeli pagani, che rende necessario il primo “concilio”, uno dei vertici teologici del libro. Quale valore per la salvezza assume l’osservanza della legge di Mosè? Alla fine del confronto la decisione condivisa: poiché la salvezza passa per la grazia di Cristo, essa è disponibile a tutte le genti e l’ossequio della legge di Mosè non deve essere imposto, ma nemmeno scoraggiato (Fabrizio Marcello). L’itinerario nelle città del cristianesimo antico ci porta a Èfeso, all’epoca in cui vi giunse Paolo quarta metropoli dell’impero romano e importante emporio commerciale. Marco Vitelli ci offre una panoramica storica (dalle origini all’età classica, fino al I secolo) della città custode del culto di Artemide. Il tema della missione e del confronto nella comunità del I secolo è attualizzato da Rafael Luciani nella cifra della sinodalità, il miglior contributo che la chiesa è chiamata a offrire a un mondo sempre più frammentato, scuola di vita per una cultura dell’incontro e segno del Regno in mezzo a tanti popoli e culture.
Elena Maria Laluce






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