Occhi che siete ignari di Colui che in voi regna»
Sale!

Occhi che siete ignari di Colui che in voi regna»

Original price was: €3.50.Current price is: €1.05.

SKU: 5510839 Category:

Description

In Giovanni Paolo II la conoscenza della categoria

del bello si sposa presto con quella del vero e del

bene fino non solo a convivere, ma ad arricchirsi

reciprocamente. Dopo aver visto come nel giovane

Karol Wojtya il tema della bellezza compaia già in

alcune lettere del 1939, si cercherà di indagare l’influsso

di san Giovanni della Croce nella sua formazione

spirituale. Infine, nella prospettiva del tema si

rileggeranno alcuni passi del primo testo poetico che

il giovane Karol Wojtya darà alle stampe, per terminare

con un cenno al tema della bellezza nei primi

anni del suo episcopato.

 

Introduzione

La bellezza nel pensiero di Giovanni Paolo II non è

certamente una tematica che può essere esaurita in

un breve spazio come questo perché, come è facilmente

immaginabile, il tema è strettamente collegato a quello più vasto dell’arte. Per rendersi conto di quanto

spazio questi due soggetti abbiano occupato nel solo arco del

pontificato è sufficiente dare una rapida scorsa alle 1093 pagine

del volume intitolato Arte e beni culturali negli insegnamenti di Giovanni

Paolo II pubblicato nel 2008 e curato da Ugo Dovere1.

Prima però di accostarci ad alcuni aspetti della nostra tematica

è necessaria qualche precisazione.

La prima è per certi aspetti ovvia: un Papa non può non

parlare della bellezza e dei temi ad essa legati. Un po’ come

quando si dice che un Papa non può non parlare della pace

fra i popoli. Dicendo così si finisce però per richiudere in un

infondato “già saputo” quanto scritto da Giovanni Paolo II sul

nostro tema.

La seconda afferma che il suo pensiero sulla bellezza durante

il periodo del pontificato in realtà non sarebbe suo ma di

qualche anonimo estensore dei suoi testi e fatto proprio solo

per necessità di ministero. Giovanni Paolo II non ha atteso

di diventare Papa per occuparsi di arte e di bellezza perché,

grazie ai grandi autori della letteratura polacca dell’800, è stato

affascinato da esse fin dagli anni dell’università. Da sacerdote

e da vescovo, come attestano numerosi testi, ha continuato a

frequentarle nella forma della composizione poetica e come

tema di predicazione. Nel 1980 Zygmunt Kubiak era stato un

buon profeta quando scriveva che «le composizioni poetiche»

di Karol Wojtya «si presentano come una testimonianza di

un lungo pellegrinaggio artistico ed intellettuale che sembra ancora lontano dalla fine»2. Dalle poesie giovanili3 del primo

anno di università fino al 1978 con la poesia intitolata Stanislao

e dopo una interruzione durata ben 25 anni, nel 2003 con Trittico

romano, la poesia è stata una delle vie che il suo pensiero ha

percorso per contemplare il mistero dell’uomo e quello di Dio.

Consapevole di non essere un poeta per così dire di professione

e di aver dedicato alla poesia una intermittente attenzione,

ormai pontefice, nella prefazione al volume che raccoglieva

la sua opera poetica ha scritto: «La poesia è una gran

signora che reclama una totale dedizione; temo di non essere

stato del tutto onesto nei suoi confronti»4.

Alla poesia di Karol Wojtya (dal 27 aprile 2014 anche canonicamente

santo), che non è di facile fruizione, si addice

almeno la prima parte della seguente affermazione di quel

controverso uomo di pensiero che fu E. Cioran: «Come mai i

Santi scrivono così bene? Soltanto perché sono ispirati? Fatto

sta che, appena descrivono Dio, hanno uno stile. Per loro è

facile scrivere, l’orecchio teso ai suoi sussurri.

[…]

Reviews

There are no reviews yet.

Be the first to review “Occhi che siete ignari di Colui che in voi regna»”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *