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EDITORIALE
Cari Lettori e Abbonati!
Sono passati 800 anni dalla stimmatizzazione del Serafi co Padre sul monte Verna. L’attuale numero invita a guardare e a riflettere su quest’avvenimento mistico da diverse prospettive che “accedono” al fatto, basandosi sugli aspetti del sacrificio, del dono e della sofferenza. Il volume è composto da tredici contributi e perciò è più esteso del solito.
Aprono due saggi dedicati all’analisi dello scritto di s. Francesco: l’Ufficio della Passione. Il primo è di B. Molina e il secondo di E. Hop.
A modo d’introduzione alla tematica delle stimmate si presentano due successivi testi. R. Di Muro off re brevemente le nozioni generali sulle stimmate come un fenomeno mistico, mentre Z.J. Kijas illustra la strada nteriore antecedente che porta l’Assisiate alla realtà della conformità con Cristo nei segni della passione a settembre 1224.
La triade filosofi ca riguardante le realtà del sacrificio, della sofferenza e del dono allarga l’orizzonte della riflessione. Essa viene aperta dal contributo di O. Todisco che propone l’effettivo trascendimento del contrasto tra la luce della ragione e la follia della Croce. Ciò accade attraverso la riscoperta della ricchezza significativa dell’essere come dono, di cui la stigmatizzazione è l’espressione suprema. La seconda luce filosofi ca è di J.M. Rodríguez Morales che esplicita e traduce l’Ordinatio III, d. 17, q. unica di Giovanni Duns Scoto, mettendola nella prospettiva di s. Francesco Alter Christus. Il terzo testo è di C. Lottermann che tocca i punti principali in cui Guglielmo di Ockham affronta il tema del dolore e della tristezza.
Vi è, poi, un interessante articolo scritto “a quattro mani” da T. Bertolasi e L. Bruni che hanno affrontato una lettura sinottica tra Francesco e Giobbe, in cui le loro piaghe non spiegano il dolore. Giobbe mostra che le iaghe non sono segno di punizione, Francesco ne esibisce la luce trasfigurante perché luogo di un incontro d’amore.
Un nuovo sguardo all’icona della Croce di San Damiano e la prima traduzione italiana della versione siriaca della Lettera di Lentulo vengono offerti da T. Szymczak. Egli illustra la possibile tradizione siriaca presente ella celebre effige di Cristo che, secondo il brano celanese (Mem 10), parlò al Santo d’Assisi e segnò già in quell’istante, nella sua anima, le stimmate rese visibili quasi vent’anni più tardi.
La prospettiva teologica delle sofferenze fi siche e relazionali di s. Francesco è il tema del saggio di F. Celestino, presentando le stimmate come un “sacramento” di consolazione ricevuta che si fa dono per gli altri.
Le due laudi dedicate all’Assisiate di Iacopone da Todi sono oggetto di studio di M. Leonardi. La sua esegesi evidenzia come, in entrambi i testi, Iacopone celebra in toni solenni i signa delle stigmate impressi sul corpo di Francesco, quali espressione suprema della sua altissima povertà e come certificazione della sua elezione ad Alter Christus.
Il volume è concluso da due contributi legati al mondo femminile delle mistiche che vissero la particolare comunione con Cristo crocifisso e si collocano naturalmente nel filone “francescano” della sensibilità verso la passione del Salvatore. Il primo di essi è di M. Vedova. L’A. ripercorre l’esperienza di s. Angela da Foligno, risuonata nel suo famoso Liber, in cui il mistero della croce è esplorato in maniera singolare e personale attraverso un vissuto di notevole valenza spirituale. Il secondo di M. Zangari, che presenta la fi gura e la vicenda di suor Maria Angiola Gini (1631-1664), mistica clarissa del monastero di S. Matteo di Arcetri, intersecando l’agiobiografia, il processo e l’epistolario. Egli esamina il suo caso che sembra illustrare il problema della santità simulata, chiamando a raccolta tutti gli elementi ad essa connaturati: una monaca impostora, un modello mistico di riferimento e un tessuto inquisitoriale. La vicenda che era segnata anche dalle “stimmate” simili a quelle di s. Francesco.
Il volume è completato da alcune recensioni e dai libri ricevuti, giunti alla Miscellanea Francescana negli ultimi sei mesi.
Sperando, che i contributi degli esperti e noti autori possano soddisfare le aspettative dei Lettori riguardo il tema delle stimmate del Serafi co Padres. Francesco, nonché della difficile questione del sacrificio e della sofferenza, non rimane l’altro che augurare una buona e proficua lettura spirituale e provocazione intellettuale.
Il Direttore






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