Description
Abstract
La critica di ogni assoluto induce Merleau-Ponty a criticare anche la concezione di Dio, tanto che è stato dapprima classificato come ateo. In realtà la sua descrizione dell’esperienza percettiva comprende l’“invocazione” di un Assoluto, che però è assente e inafferrabile. La vita percettiva è oscura anche a se stessa nello stile dell’incarnazione: non concettualizza il mondo ma lo vive in modo corporeo, materiato. Riconoscendo questo vissuto, che precede ogni filosofia e la radica nella storia, è possibile parlare a pieno titolo anche di filosofia cristiana. Essa dovrebbe però descrivere la vita di fede sviluppando una descrizione filosofica con essa coerente.
Parole chiave:
assoluto; rivelazione; invocazione; incarnazione; cristianesimo
Abstract
Criticism of all absolutes induces Merleau-Ponty to criticize the conception of God, so much so that he was first classified as an atheist. In fact, his description of perceptual experience includes the “invocation” of an Absolute, yet which is absent and elusive. The perceptual life is obscure even to itself in the style of the incarnation: it does not conceptualize the world but lives in a bodily, material, way. Recognizing this experience, which precedes all philosophy and grounds it in history, it is possible to talk about Christian philosophy in a real sense. It should, however, describe the life of faith developing a philosophical description consistent with it.
Keywords:
absolute; revelation; invocation; incarnation; Christianity






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