Description
Abstract
Sartre nei primi anni di diffusione del suo pensiero, fu accusato di perversione e di immoralismo. Può essere letto come colui che ha cercato di scorgere i fondamenti di una morale-senza Dio, visto che l’ateismo, fede, cioè certezza indimostrabile razionalmente, alternativa alla fede positiva in un Dio, rendeva ancora più doverosa la costruzione di una morale. Sartre è esplicito: il desiderio di essere Dio, cioè di essere causa sui, comporta la coscienza di trovarsi all’interno della tradizione che va dal cristianesimo a Hegel, anche se Sartre dichiara il superamento dei confini del cristianesimo. È la conclusione, perché si è conclusa una vita che ha progettato di ricordare, «la passione inutile» dell’uomo: quella di voler essere Dio.
Parole chiave:
morale; Dio; causa sui; passione; essere Dio
Abstract
In the early development of his thought, Sartre was accused of perversion and immorality. His work can be read as trying to work out the foundations of a morality without God, since atheism, faith, i.e., rationally unprovable certainty, an alternative to a positive faith in God, necessitated even more the construction of a morality. Sartre is explicit: the desire to be God, that is to be causa sui, involves the consciousness of finding oneself within the tradition that extends from Christianity to Hegel, although Sartre declared the overcoming of the boundaries of Christianity. This is the conclusion, because it ended a life that was designed to remember, «the useless passion» of man: that of wanting to be God.
Keywords:
moral; God; causa sui; passion; to be God






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