Description
Prima di rinunciare al pontificato, papa Benedetto
XVI compie il passo decisivo per la glorificazione di
Paolo VI riconoscendogli le virtù eroiche di fede, speranza
e carità. Morto il 6 agosto 1978 nella Festa
della Trasfigurazione del Signore, Paolo VI è stato
un testimone eroico e geniale di Cristo Luce del mondo,
Luce che splende nelle tenebre. In effetti, l’eroicità
di Paolo VI appare soprattutto nelle grandissime sofferenze
del suo pontificato, sempre vissute nell’Amore
di Cristo, fino alla fine. Con una coscienza chiarissima
di essere Pastore Universale della Chiesa in un
momento importante e difficile della sua storia nel
mondo, individua nelle tre virtù teologali della fede,
speranza e carità le “armi” per superare le “antinomie”
della Chiesa e orientare l’intero Corpo mistico di
Cristo verso la santità.
Introduzione
Il nostro papa Benedetto XVI ha riconosciuto le virtù
eroiche di Paolo VI il 20 dicembre 2012. È stato uno degli ultimi
grandi atti del suo pontificato, forse uno dei più importanti,
anche se è avvenuto con molta discrezione, nel nascondimento,
senza pubblicità, proprio nello stesso stile di grande
umiltà, tanto caratteristico di Paolo VI come di Benedetto
XVI! Invece la beatificazione di Giovanni Paolo II, il 1° maggio
2011, era stata in qualche modo l’avvenimento più glorioso
del pontificato di papa Benedetto, come una grande luce che
ha toccato tutto il mondo, nello stile diverso di papa Wojtya.
Personalmente, ho avuto la grande grazia di essere coinvolto
nella preparazione di questa beatificazione, soprattutto con la
predicazione degli esercizi spirituali in Vaticano esattamente
due anni fa1. Ricordiamo che il nostro papa Benedetto era
profondamente legato a Paolo VI, che lo aveva conosciuto al
momento del Concilio e che più tardi lo aveva nominato arcivescovo
di Monaco e cardinale, nel 1977. Tra di loro, c’era
una profonda affinità spirituale e intellettuale. Prima di rinunciare
al pontificato, il nostro amato papa Benedetto ha dunque
compiuto il passo decisivo per la glorificazione di Paolo VI. Il
riconoscimento delle virtù eroiche è infatti l’elemento più importante
in vista della beatificazione e della canonizzazione di
un Servo di Dio, anche se è nascosto, come la parte dell’iceberg
che è immersa nell’oceano.
Nella comunione dei santi, simboleggiata da questo “girotondo”
dipinto dal beato fra Angelico, è evidente che il Venerabile
Paolo VI dà anzitutto la mano al beato Giovanni XXIII
e al beato Giovanni Paolo II. Tra questi due santi Papi “strapopolari”,
Paolo VI si nasconde, tanto che viene facilmente dimenticato.
È stato chiamato infatti «il Papa dimenticato». Così
ha lasciato la precedenza a Giovanni Paolo II sulla via della
beatificazione! Ma adesso, in quest’Anno della fede, ci viene
proposto dal nostro papa Benedetto come esempio luminoso
di fede, speranza e carità, che sono sempre le principali virtù
eroiche riconosciute dalla Chiesa. In questo 50° anniversario
dell’apertura del Concilio Vaticano II, bisogna ricordare, riscoprire
questo grande Papa del Concilio. Se Giovanni XXIII
ha avuto il coraggio profetico di aprire il Concilio Vaticano II,
Paolo VI ha avuto la missione di guidarlo, di concluderlo e di
farlo entrare nella vita della Chiesa nel periodo molto difficile
del post-Concilio.
Prima della sua elezione, Mons. Montini era stato il principale
collaboratore del Venerabile Pio XII come pro-segretario
di Stato. Poi, è stato molto vicino a Giovanni XXIII. Diventato
Papa, è proprio lui che ha creato i cardinali che saranno poi
i suoi successori sulla Sede di Pietro: Albino Luciani, Karol
Wojytya e Joseph Ratzinger.
[…]






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