Description
La libertà dell¿individuo, l¿affermazione di sé e dei propri diritti e desideri, punto focale della modernità, è diventata oggi il culto ossessivo dell¿identità personale. Un vero e proprio ¿monoteismo del sé¿ che, consumando compulsivamente il mondo e gli altri come puri strumenti della propria realizzazione, finisce per consumare la sua stessa umanità. Il primo santo del calendario post-moderno non è più, come annunciava Marx, Prometeo, che sfidava gli dei in favore degli uomini. È Narciso, che vive dell¿amore dell¿altro ma non lo riconosce e non restituisce nulla. È un destino segnato per l¿umano? Questo dogmatico ¿tutto intorno a me¿ che ormai mostra in molti modi il suo carattere distruttivo ¿ dal ripiegamento narcisistico dell¿amore al fanatismo religioso, dallo svuotamento della comunicazione alla soggezione della tecnica, dalla commercializzazione del dono alla burocrazia del diritto ¿ non conosce alternativa? Pierangelo Sequeri dice di no, noi non siamo questo, l¿umano non funziona affatto come lo racconta il pensiero unico. E una via d¿uscita c¿è. Occorre avere il coraggio di disarmare questa pulsione ossessiva che conduce al nulla, andando al meccanismo che la innesca: si tratta, nelle parole di Sequeri, di «rovesciare il tavolo del soggetto moderno». Invece di accanirsi sulla domanda ¿chi sono io¿, alla quale l¿individuo non è in grado di dare risposta, guadagnandone solo frustrazione e maggiore aggressività, bisogna imparare a chiedersi ¿per chi sono io¿, un interrogativo capace di aprire il varco verso un¿avventura personale e di relazione che ha il sapore della libertà. Rovesciando l¿ordine delle sue domande di senso, l¿umano trova eccome la sua destinazione, e cambiare rotta non è poi così difficile: «Non si tratta di cancellare la dignità del soggetto libero e consapevole, sacrificandola all¿alterità o alla collettività. Si tratta di uscire ¿ mentalmente, anzitutto ¿ dall¿incantamento di Narciso, impasticcato e afasico, rompendogli lo specchio e mandandolo a lavorare. Scoprirà di essere migliore, sarà felice. (E anche noi)».






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