Description
Aldo Rossi. Design 1960-1997 riunisce per la prima volta l’insieme degli arredi e degli oggetti progettati e realizzati da Rossi in un percorso spettacolare che ne esplora l’attività di designer in relazione a quella di progettista e teorico dell’architettura, con oltre 350 tra mobili e prodotti d’uso, prototipi e modelli, dipinti, disegni e studi. La mostra al Museo del Novecento è in linea con la visione del Museo, che mira ad approfondire il dialogo interdisciplinare tra le arti, caratteristico della contemporaneità.
L’universo del design di Rossi viene raccontato in nove nuclei tematici: ciascuno rappresenta un mondo dal quale emerge la relazione tra opere grafiche, artigianali e industriali, con riferimenti alle sue architetture e alla sua ricerca. Dalla grande alla piccola scala, affiorano il confronto con la storia e la tradizione culturale, lo studio di forme e materiali, la relazione con le realtà artigianali e industriali con cui è entrato in contatto, la grande carica ludica e poetica del suo progettare. L’attitudine professionale di Rossi emerge in ogni sala e si concentra in uno sguardo più personale e intimo in quella dove è ricostruito lo spazio del suo abitare. A metà percorso, nella settima sala il visitatore potrà immergersi in un ambiente dove sono esposti mobili e oggetti, dipinti e disegni provenienti dalle case e dagli studi di Rossi. Sono i frammenti visivi e fisici dei luoghi in cui ha vissuto, ricomposti per l’occasione della mostra a partire dalle immagini scattate da Luigi Ghirri, dalle polaroid e dalle fotografie di famiglia.
Rossi disegna i primi mobili con Leonardo Ferrari nel 1960 e dal 1979 si apre al mondo della produzione, collaborando prima con Alessi, Molteni&C | UniFor e Bruno Longoni Atelier d’arredamento, e poi anche con ARTE s.r.l., Artemide, Designtex, Richard-Ginori, Rosenthal, Up Group. In quasi vent’anni di lavoro ha elaborato più di 70 arredi e oggetti, molti dei quali ancora oggi in produzione, sperimentando forme e cromie nel campo dei metalli e del legno, del marmo e della pietra, della ceramica e della porcellana, dei tessuti artigianali e industriali e delle materie plastiche.
Aldo Rossi. Design 1960-1997 conduce lo spettatore in un racconto inaspettato e immaginifico che si muove tra forma e uso, classicità, ironia e metafisica, monumentalità e dettaglio, nel quale la libreria ha la foggia di un Piroscafo (con Luca Meda per Molteni&C, 1991), La conica o La cupola sono ora caffettiere (Alessi, 1984 e 1988) ora elementi allestitivi del Teatro Domestico (XVII Triennale di Milano, 1986), il Faro, già teatro a Toronto e museo a Vassivière, è una teiera in vetro e ceramica per Rosenthal (1994), il Monumento di Segrate si affaccia da una tarsia lignea per Bruno Longoni o da un tappeto tessuto in Sardegna.
Sommario
Aldo Rossi. Design 1960-1997
Chiara Spangaro
SALE ESPOSITIVE
1 – Poetica, oggetti e architetture
2 – Il laboratorio dell’industria
3 – Un teatro domestico
4 – Progetti d’affezione
5 – Artigianato e design
6 – Varianti d’arredo
7 – Biografia domestica
8 – Il design nell’architettura
9 – Il Teatro del Mondo
Il Teatro di Aldo
Morris Adjmi
OPERE IN MOSTRA






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