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L’uomo di ogni tempo, nella sua intelligenza, ha sviluppato la capacità
di porsi delle domande: «Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Qual è lo
scopo della mia vita? Cosa c’è dopo la morte?». Per Julien Ries († 2013),
studioso belga, fi lologo, storico delle religioni e antropologo del sacro, defi
nito «pioniere del sacro»1, «è a partire da queste domande e da domande
analoghe che si sprigiona […] il senso religioso che è la ricerca di una
risposta integrale a queste domande»2. Egli sembra fare eco alle previsioni
di Martin Heidegger († 1976), fi losofo tedesco, uno dei maggiori esponenti
dell’esistenzialismo ontologico e fenomenologico, secondo il quale
nessuna epoca ha avuto, come l’attuale, nozioni così numerose e svariate
sull’uomo. Nessuna epoca è riuscita come la nostra a presentare il suo sapere
intorno all’uomo in modo così effi cace e affascinante, né a comunicarlo in
modo tanto rapido e facile. È anche vero, però, che nessuna epoca ha saputo
meno della nostra che cosa sia l’uomo. Mai l’uomo ha assunto un aspetto così
problematico come ai nostri giorni3.
Consapevoli che oggi l’uomo deve recuperare la sua identità di persona,
ci proponiamo di esplorare l’approccio di Ries al concetto dell’uomo come
apertura al sacro. E proprio l’homo religiosus è il “fil rouge” della sua pionieristica
ricerca, ricca di indagini, di fonti, di chiavi interpretative. Agli occhi
del nostro studioso, l’uomo è da sempre il soggetto e l’attore dell’esperienza del
sacro, sia di quella rudimentale, intuitiva, immediata, come nel
caso dell’uomo di Neanderthal che seppelliva i suoi defunti, sia di quella
mistica, “ineffabile”, “credente”, come nel caso di Mosè al Monte Sinai. Le
varie situazioni esistenziali mettono, comunque, l’uomo in rapporto con il
sacro, il mistero, il trascendente. Nel presente articolo, a causa della vastità
dell’approccio di Ries a quest’argomento, ci sembra opportuno limitarci
ai seguenti punti: 1. L’uomo e il mistero della vita, 2. L’uomo alla scoperta
del mistero, 3. I simboli fonte del mistero, 4. La religione esperienza relazionale
con il Mistero, 5. L’uomo di fronte al Mistero: la dimensione orante,
6. Nuova evangelizzazione: educare …






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