Rivista di Pastorale Liturgica
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Rivista di Pastorale Liturgica

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Editoriale

Nell’ambito della ricerca sull’originario insegnamento del Vaticano II, perseguito da RPL in quest’anno, risulta prioritario, scrive G. Cavagnoli, il compito di indagare l’espressione che dà il titolo al presente fascicolo, nel suo alveo primitivo, quello appunto del dettato di Sacrosanctum concilium, perché non venga fraintesa. L’autore prolunga la riflessione con un riferimento al rapporto tra liturgia e attività della chiesa, in quanto l’espressione commentata le comprende e le focalizza. L’affermazione di Sacrosanctum concilium 10, scrive P. Sorci, si colloca nel contesto del sessantennale cammino del Movimento liturgico che, in reazione a una visione individualistica e volontaristica della vita cristiana tesa alla conquista della santità personale e all’impegno ascetico, ha portato all’acquisizione di una visione cristocentrica, ecclesiologica e sacramentale, centrata sul mistero di Cristo vissuto dalla chiesa nella liturgia. I documenti del concilio Vaticano II posteriori alla Sacrosanctum concilium e i principali documenti magisteriali del dopo concilio dimostrano che il concetto sulla liturgia «culmen et fons» è stato ripreso e riferito soprattutto all’eucaristia. Alcuni studiosi però hanno sottolineato che il concetto di liturgia include certamente in prima istanza l’eucaristia, pur non essendo riducibile a questa (M. Augé). Dopo l’indagine su pre- e postconcilio, riflettiamo su alcune ricadute, non solo pastorali, del dettato conciliare.

La riscoperta della natura teologica della liturgia ha portato a vedere l’importanza che la liturgia riveste per tutta la pastorale e, in particolare, in alcuni aspetti a cui G. Venturi fa riferimento nel suo articolo: aspetto storico-salvifico, cristologico, eucaristico, esistenziale, ecclesiologico, biblico. Superando l’estrinsecismo tra etica e liturgia, tale per cui la prima sarebbe prerogativa dell’essere umano e la seconda prerogativa di Dio, il culto spirituale proprio della fede cristiana è simultaneamente opera divina e umana. Esso non è ristretto entro i limiti della liturgia, ma coestensivo a tutta la vita della persona. La liturgia, specialmente eucaristica, ritma l’intera vita etica (A. Fumagalli). Che rapporto c’è tra liturgia e spiritualità? Questione antica almeno quanto il Movimento liturgico. G. Boselli, monaco di Bose, riflette sul fatto che quando si accede alla liturgia non si decide solo di entrare in uno spazio per dedicarvi del tempo, ma si aderisce a un modo di essere uomo e donna, si persegue una maniera di stare al mondo davanti a Dio, si acconsente a una vera e propria metamorfosi, quella di «essere fatti cristiani».

‘Fonte’ liturgica importante per la vita e la formazione del credente e della comunità è la liturgia della Parola. Il Lezionario festivo può essere considerato la ‘Bibbia liturgica’, perché propone una antologia della sacra Scrittura e offre un modo autorevole ed ecclesiale di accostare la parola di Dio, con lo scopo di accompagnare la comunità cristiana lungo il cammino di tutta la vita (C. Doglio). Nella seconda parte della rivista continuano le schede per la formazione del gruppo liturgico (A. Mastantuono), dei ministranti (M. Chiesa) e dei lettori (M. Baldacci).

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