Gli Atti dei Congressi Internazionali Teresiani ad Avila (I)
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Gli Atti dei Congressi Internazionali Teresiani ad Avila (I)

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Il quinto centenario della nascita di santa Teresa di

Gesù ha autorevolmente richiamato l’Ordine carmelitano

a una rilettura e meditazione personale e comunitaria

degli scritti della mistica spagnola. L’indagine

esplora il frutto degli interventi tenuti nel

corso del primo Congresso Internazionale Teresiano

ad Avila, sul libro della Vita. Dopo una presentazione

dell’intervento introduttivo che studia la Vita

come un esempio di teologia narrativa, si passano

in rassegna testo e contesto, linguaggio e biografia,

“esperienza”, dottrina e attualizzazione della medesima

opera, facendo emergere, di volta in volta, la profondità

dell’approccio al tema e l’originalità dell’esito

conclusivo.

 

Negli anni di immediata preparazione al 2015,

dedicato alle solenni celebrazioni del quinto

centenario della nascita di santa Teresa di Gesù

(d’Avila), l’Ordine carmelitano si è impegnato

nella rilettura e nella meditazione personale e comunitaria

degli scritti della mistica spagnola. Per approfondirne il messaggio

e per scoprire nuove chiavi di lettura delle sue opere, il

Centro Internazionale Teresiano-Sanjuanista abulense ha dedicato

ogni anno una settimana allo studio di un libro teresiano,

nel tentativo di approfondire tutto ciò che Teresa, a partire

dalla sua vita, esperienza e dottrina, può continuare a offrire

per la costruzione di un mondo migliore e di una umanità più

felice e più realizzata. Dei vari convegni sono stati pubblicati

o sono tuttora in corso di pubblicazione i voluminosi atti. Il

volume che presentiamo in questa circostanza raccoglie gli interventi

tenuti al primo Congresso Teresiano1, dedicato al libro

della Vita. Gli Atti del Congresso, svoltosi ad Ávila dal 23 al 31

agosto 2010, sono stati pubblicati dalla Editorial Monte Carmelo

di Burgos nel 2011.

Il libro è diviso in cinque grandi sezioni: testo e contesto,

linguaggio e biografia, “esperienza” (un settore che, in realtà,

spazia dalla filosofia alla teologia, dalla psicologia alla psichiatria),

dottrina – con un particolare riguardo agli aspetti teologico-

spirituali –, attualizzazione.

Le cinque sezioni sono precedute dall’intervento introduttivo

dell’arcivescovo di Valladolid, monsignor Ricardo

Blázquez Pérez, che si occupa del genere letterario, studiando

la Vita di santa Teresa come un esempio di teologia narrativa:

la Santa parla di Dio partendo dal filo conduttore degli eventi,

segnati dalla Provvidenza e dalla misericordia divina, e non

dal semplice concatenarsi dei fatti o da uno schema dottrinale

aprioristico. Il relatore pone a confronto narrazione teresiana

e narrazione biblica, entrambe dominate da un elemento informativo

e da un elemento performativo. Il Vangelo di Giovanni

– tanto per fare un solo esempio – è stato scritto perché coloro

che accolgono la parola credano in Gesù Cristo e, credendo in

lui, abbiano la vita eterna nel suo nome. Già il cardinal Joseph

Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina

della fede, citato a p. 24, scriveva: «la parola biblica viene dal

passato reale, ma non soltanto dal passato; allo stesso tempo

essa proviene dall’eternità di Dio. Ci conduce verso l’eternità

di Dio, passando, ancora una volta, attraverso la strada del

tempo». Analogicamente, monsignor Blázquez applica le stesse

affermazioni alla narrazione della Santa carmelitana. Il libro di

Teresa è testimonianza di ciò che è accaduto nella sua vita e

allo stesso tempo risorsa di evangelizzazione. Punto centrale

dell’argomentazione è il fatto che l’autrice scrive soprattutto

a partire dall’impressione che lasciò scolpita nel suo spirito la

contemplazione dell’immagine di Gesù Cristo; in una parola,

a partire dalla sua conversione a Cristo. Il tema centrale del

magistero di Teresa – scrive l’arcivescovo a p. 28, citando un

grande studioso carmelitano – è la sua relazione del tutto personale

con Cristo, l’amore per la sua umanità. Che tipo di libro

scrive allora Teresa? Non è un diario dell’anima, e neppure

un libro di viaggi o di avventure (genere più affine alle Fondazioni).

Non è un’autobiografia in senso proprio. Se si vuole trovare

un paradigma di riferimento, bisogna ricorrere piuttosto

a sant’Agostino che, a partire dalla sua conversione, scrive le

Confessioni come testimonianza e annuncio del cambiamento

avvenuto nella sua vita.

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